“In 28 giorni è iniziato. In 28 settimane si è diffuso. In 28 anni si è evoluto.”
“Il tempo non ha guarito nulla”…
Il 15 gennaio 2026 è la data italiana di uscita del film “28 anni dopo – Il tempio delle ossa”, direct-sequel di “28 anni dopo”, distribuito nei cinema lo scorso anno.
Dovendo parlare di un film che è un direct-sequel, vi incoraggiamo a recuperare la prima parte, uscita nel 2025, così da avere più contesto e un quadro più chiaro e completo della pellicola di cui parleremo in questo articolo.
Il primo film non aveva convinto del tutto. Se per la critica è stato un successo, tra il pubblico qualcuno lo ha accolto con più freddezza e con notevole delusione. Se fate parte di questa fetta di persone che la pensa così, tranquilli. La seconda parte amplifica al meglio e chiarisce determinati aspetti che forse non avevano convinto tutti in principio.
Guardate questo film fino alla fine. Nel finale ci sarà anche una piccola e piacevole sorpresa per i fan della saga.
Speriamo che questa recensione possa aiutarvi a guardarlo con un’ottica diversa.

NON SOLO HORROR
Il genere horror, affinché funzioni a dovere, non dovrebbe viaggiare da solo. Per carità, ci sono film di questo genere fatti apposta per spaventarci, disgustarci e inorridirci. Altri, invece, oltre a far questo, ci offrono anche diversi spunti di riflessione e vanno più in profondità nell’esplorazione dell’animo umano.
Il film in oggetto si contraddistingue proprio per questo approccio. Oltre all’horror vero e proprio, è interessante trovare anche una componente più drammatica, filosofica ed esistenziale. Un aspetto che forse non era stato gestito benissimo col primo film ma che, in questo sequel, viene approfondito e gestito meglio, andando ancora più in profondità.
Per chi non avesse mai visto i film della saga, la trama vede gli sviluppi di un virus che ha alterato le facoltà umane, rendendo gli umani contagiati dei veri e propri zombie. Dopo 28 anni, però, non sono più gli “Infetti” a far paura, ma qualcos’altro. Qualcosa di ancora più oscuro e inquietante.
Senza farvi troppi spoiler, snoccioliamo insieme qualche aspetto interessante della pellicola.
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QUESTIONI DI “FEDE” E DI “RAGIONE”
Il Dottor Ian Kelson e sir Jimmy Crystal sono due figure in estrema opposizione tra loro, quelle che avranno le interazioni più interessanti. Un’antitesi vera e propria. Come l’accostamento del caldo e del freddo, della luce e del buio, del giorno e della notte.
Da una parte la ragione, l’etica. Dall’altro la fede cieca, il fanatismo, il delirio. Da una parte l’ateismo. Dall’altra, il culto del male, al servizio del “Grande Caprone”.
La pellicola ha questo interessante focus: l’ateismo non è assenza di valori etici. Anzi, molto spesso sono le persone non credenti a prodigarsi per il bene del prossimo. Proprio come il dottore, che vuole a tutti i costi trovare una cura per recare sollievo alla sofferenza degli Infetti.
La fede, d’altro canto, può celare un lato oscuro e fondamentalista, diventando quindi fanatismo a tutti gli effetti e diffondendo intolleranza. Seminando terrore e oppressione, proprio come fanno i “Jimmy”, capitanati da un pazzoide invasato che desidera convertire il mondo al suo culto.

MEMENTO MORI…
O “Ricordati che devi morire”.
Un’altra riflessione profonda portata avanti dalla saga è racchiusa proprio in questa locuzione latina. Ma non in senso negativo. Il tempio delle ossa, costituito dal dottor Ian come una piramide di teschi umani, è una perfetta rappresentazione di queste parole.
Il “ricordarsi della morte” dovrebbe essere un monito per tutti gli esseri umani a vivere la loro vita al meglio. Facendo del bene, prodigandosi per il prossimo, imparando ad amare.
Perché, in fin dei conti, la vita non è quello spazio di tempo che ci è concesso per fare questo?
Nessuna verità assoluta, ovviamente. Lasciamo che ognuno possa fare le dovute considerazioni.
Rercensione di Ruben Zumpano