Katanaut è un roguelite d’azione che non ha paura di sporcarsi le mani. Ispirato tanto ai metroidvania quanto ai soulslike, il titolo ci porta in una stazione spaziale colpita da un misterioso incidente: i corridoi si deformano, gli abitanti si trasformano in mostri e ogni passo avanti è una sfida alla sopravvivenza.
Azione pura, senza compromessi
Il cuore del gioco è il combattimento. Impugnare la katana e affettare orde di nemici è sorprendentemente soddisfacente: i colpi hanno peso, il feedback visivo è immediato e il gore non fa sconti. Dopo ogni scontro, pareti e pavimenti sono ricoperti di sangue, sottolineando la brutalità dell’universo di Katanaut.
L’arsenale, però, non si ferma alla lama. Pistole e abilità magiche completano il quadro, permettendo di costruire approcci diversi: dall’aggressivo corpo a corpo al combattimento a distanza più ragionato. Ogni morte diventa occasione per sperimentare una build nuova, in perfetto stile roguelite.
Una stazione che respira (e incute timore)
Uno degli aspetti più riusciti è l’atmosfera. La pixel-art, curata nei minimi dettagli, rende credibile e inquietante la stazione spaziale, che sembra vivere e mutare insieme al giocatore. I corridoi si deformano, i nemici diventano sempre meno umani e la sensazione di trovarsi in un incubo cosmico è costante.
La colonna sonora synthwave, potente e magnetica, accompagna il tutto con una doppia anima: da un lato esalta i combattimenti più frenetici, dall’altro dipinge un sottofondo oscuro per i momenti di esplorazione.
Roguelite con carattere
Il mix tra livelli generati proceduralmente e sezioni create a mano garantisce varietà e imprevedibilità. Non tutte le corse hanno lo stesso ritmo: a volte ci si imbatte in sessioni relativamente brevi e lineari, altre in maratone piene di sorprese. L’arsenale sbloccabile e la progressione graduale invogliano a ripetere le run, alla ricerca di nuove armi o potenziamenti.
In conclusione
Un roguelite d’azione brutale e stiloso, che unisce azione frenetica, atmosfera inquietante e una colonna sonora esplosiva. Non per tutti, ma imperdibile per chi ama il genere e non teme di sporcarsi le mani (e i pixel) di sangue.