Splatoon Raiders, lo spin-off in solitaria della serie Nintendo, in origine era un gioco completamente diverso. A rivelarlo è l’ultima intervista Ask the Developer pubblicata sul sito ufficiale Nintendo, in cui il team racconta come il progetto sia nato addirittura come un tower defense, salvo poi cambiare rotta perché aveva smarrito ciò che rende un gioco riconoscibilmente Splatoon.
L’idea di partenza era ricreare in single player le fasi cooperative del Salmon Run, sostituendo i compagni umani mancanti con delle trappole da piazzare sulla mappa. Come spiega il director Yoshihiko Ito, i Salmonidi sono pensati per il cooperativo a quattro, quindi affrontarli da soli sarebbe stato durissimo: la prima soluzione fu costruire il gameplay attorno al posizionamento di trappole, con tanto di piccole torrette automatiche che facevano fuori i nemici in arrivo, come mostrato nel filmato del prototipo.

Il problema è emerso in fretta. Quell’approccio passivo, tutto costruzione e attesa, non aveva niente a che vedere con l’anima frenetica di Splatoon, fatta di sparatorie, inchiostro strategico sul pavimento, trasformazioni in calamaro e movimento continuo. Ito ammette che sembrava di erigere una fortezza per poi limitarsi a guardarla lavorare, e non era Splatoon. Il produttore Seita Inoue, art director di tutti e tre i capitoli principali, aggiunge che senza quel senso di unità tra giocatore, personaggio e inchiostro la magia semplicemente non c’era.
Da lì la svolta. Il team ha ribaltato tutto, spostandosi su un action molto più diretto in cui è il giocatore ad abbattere i nemici in prima persona, sfruttando i gadget: strumenti che permettono di caricare in avanti, saltare in alto o restare sospesi a mezz’aria, con azioni diverse a seconda di quello equipaggiato. Il risultato, per usare le parole di Inoue, è lo schermo più caotico che abbia mai visto.
Alla prova dei fatti la formula sembra funzionare. La recensione di VGC lo definisce un action puro e sfidante, un vero purosangue che dimostra come la serie multiplayer di Nintendo regga benissimo anche in versione solitaria e offline.