Sony ha annunciato l’interruzione della collaborazione con Kojima Productions su PHYSINT, l’erede spirituale di Metal Gear Solid presentato tempo fa negli studi di Columbia Pictures. Il progetto però non è morto: Xbox ha subito confermato di averlo preso in carico, ampliando la partnership già esistente con lo studio per il gioco horror OD.
Le due versioni dei fatti raccontano però storie diverse. PlayStation Studios ha parlato di un passo indietro concordato dopo attenta riflessione, ribadendo la propria ammirazione per Kojima e sottolineando che il rapporto resta solido dopo trent’anni di collaborazione. Ben diverso il racconto dello stesso Kojima, che sul proprio profilo ha rivelato di aver ricevuto a metà giugno un avviso inaspettato riguardo la cancellazione, e di aver passato i tre mesi successivi alla ricerca di un nuovo partner. A confermare l’ingresso di Xbox ci ha pensato Asha Sharma, CEO di Xbox Game Studios, parlando di un’espansione naturale del rapporto già avviato con OD.
Al di là delle versioni ufficiali, è probabile che dietro la decisione di Sony ci sia una questione puramente economica. Il riferimento più diretto è alle vendite di Death Stranding 2, che secondo diverse indiscrezioni sarebbero rimaste sotto le aspettative, spingendo PlayStation a rivedere gli investimenti su un progetto ambizioso e costoso come PHYSINT. Va detto però che il tempismo e la modalità della comunicazione, un breve annuncio social dopo mesi passati a costruire l’immagine del gioco insieme a Kojima negli studi di Columbia Pictures, restano difficili da giustificare del tutto.

Sul fronte pratico, restano diversi nodi da sciogliere, e sono proprio questi a determinare che tipo di gioco arriverà davvero sul mercato. Il primo riguarda gli asset produttivi: la versione originale poteva contare sul supporto cinematografico di Columbia Pictures e sul Decima Engine, di proprietà di Guerrilla Games e quindi di PlayStation. È altamente improbabile che Kojima possa portarsi dietro questi strumenti nel passaggio a Xbox, il che significherebbe ripartire da una base tecnica diversa, forse Unreal Engine, già utilizzato per OD. Un cambio di motore a metà sviluppo comporta quasi sempre un allungamento significativo dei tempi, per un progetto che aveva già tempistiche di sviluppo lunghissime.
Il secondo nodo riguarda la scala del progetto. PHYSINT era stato presentato con un’ambizione fuori dal comune, a metà strada tra cinema e videogioco. Se Xbox dovesse ridimensionare la produzione per adattarla alle proprie risorse attuali, tutt’altro che illimitate visto il periodo di tagli che l’azienda sta attraversando, difficilmente l’esperienza finale somiglierà a quella mostrata nell’annuncio originale. Resta poi da capire se il gioco arriverà su più piattaforme o se, coerentemente con la strategia recente di Microsoft sulle esclusive, resterà legato al solo ecosistema Xbox, scelta che priverebbe milioni di giocatori PlayStation di un titolo concepito inizialmente proprio per loro.
Difficile non leggere questa vicenda anche come un passo falso comunicativo per PlayStation, in un periodo già complicato per l’immagine del brand tra l’abbandono dei dischi fisici e altre scelte discusse sui propri franchise di punta. Per Xbox, al contrario, si tratta probabilmente dell’assist migliore possibile in un momento in cui la console ha bisogno di ricostruire fiducia intorno al proprio ecosistema. Vi terremo aggiornati non appena sapremo qualcosa di più su piattaforme, tempistiche e reale portata del progetto.