Se stai cercando di capire che tipo di gioco sia Crimson Desert, sei in buona compagnia. È uno di quei titoli che guardi e pensi: “ok, ma alla fine… cosa sto per giocare?”.
Da quello che si è visto finora, Crimson Desert sembra avere un’anima action piuttosto chiara. I combattimenti sono in tempo reale e ruotano attorno a personaggi con abilità e stili diversi. Non dà l’idea di un gioco dove guardi solo le statistiche, ma di qualcosa che punta sull’azione diretta e sugli scontri.
Allo stesso tempo, però, non è solo “menare e basta”. La storia del protagonista, le fazioni, i conflitti e il mistero dell’Abisso sembrano avere un peso reale. Questo lo avvicina a un RPG narrativo, dove le missioni servono anche a capire meglio il mondo e quello che ci sta succedendo intorno, non solo a sbloccare ricompense.
Poi c’è l’open world, che sembra essere il contenitore di tutto. Il mondo è ampio, continuo e pensato per essere esplorato senza seguire per forza un ordine preciso. Puoi dedicarti alla storia, perdere tempo con attività secondarie o semplicemente andare in giro a vedere cosa trovi, un po’ come succede in quegli open world dove parti con un obiettivo e finisci a fare tutt’altro.
Messa così, Crimson Desert non è facile da etichettare. Non è un RPG classico, non è un action puro e non è solo un open world narrativo. Sembra piuttosto un action RPG open world, dove combattimento, storia ed esplorazione provano a stare sullo stesso piano. Se l’equilibrio reggerà, lo si capirà solo giocando, ma l’idea di fondo è abbastanza chiara.