Se in queste settimane vi siete trovati a fare una passeggiatina a Milano, in zona Duomo, avrete sicuramente notato il gigantesco paio di scarpe eleganti, rosse, con tacco a forma di forcone diabolico, posto all’ingresso della Rinascente.
Una geniale e simpatica trovata di marketing, volta a sponsorizzare e pubblicizzare l’attesissimo sequel di uno dei film più iconici che segnò la stagione cinematografica del 2006.
Dopo vent’anni esatti “Il Diavolo veste Prada 2” prende finalmente vita ed è pronto ad approdare sugli schermi di tutt’Italia a partire dal 29 aprile. Dopo tutti questi anni facciamo ancora fatica a capire come Anne Hathaway, Emily Blunt, Meryl Streep e Stanley Tucci abbiano mantenuto lo stesso aspetto che avevano 20 anni fa. Che si tratti di un elisir di eterna giovinezza o di un vero patto col demonio, purtroppo non potremo rispondere a questa domanda per soddisfare la vostra curiosità, ma sicuramente possiamo parlarvi un po’ del film, visto che abbiamo avuto il privilegio di assistere all’anteprima.
Vent’anni dopo gli eventi del primo film, Runway, la fittizia rivista di moda capitanata da Miranda Priestly sta attraversando un periodo burrascoso e la situazione finanziaria sembra non promettere nulla di buono. Ed è proprio qui che entrerà in gioco Andy Sachs. Giornalista affermata e donna in carriera, tornerà a collaborare con la temutissima ed esigente Miranda. Ma chissà, forse dopo così tanto tempo sarà cambiata. O forse no?
E saranno cambiati anche Emily e Nigel?
RICHIAMI NOSTALGICI & MONTAGGIO RITMATO

Sulla trama ci fermiamo qui, così da non rovinarvi la sorpresa. Ciò che possiamo dirvi è che il film è molto divertente! Tra battutine taglienti, gag e riflessioni sul politicamente corretto, dal film ci si aspetta esattamente ciò che un sequel dovrebbe fare: un ritorno sicuro e costruito per piacere al pubblico, seguendo il flow del primo film, senza stravolgere tutto.
Numerosissimi saranno i richiami al predecessore, sia a livello di sviluppo della trama, sia a livello tecnico. Il montaggio, infatti, si rivelerà uno degli elementi più interessanti della pellicola. Frenetici e ritmici, i cambi di inquadrature sono concatenati a ritmo di musica e nascosti abilmente attraverso le tecniche “dell’impallamento” e del piano di ascolto. Insomma, in alcuni punti vi sembrerà proprio di sfogliare interattivamente una vera rivista di moda.
TUTTO CAMBIA… O QUASI!

I vecchi detti non sbagliano mai: non è tutto oro ciò che luccica. Per quanto possa sembrare magnifico, scintillante e glamour, l’altra faccia della medaglia del mondo della moda è un qualcosa di oscuro. E se la moda è così, il giornalismo è ancora peggio. Decisamente.
Seppur pieno di situazioni comiche ed esilaranti, il sottotesto del film ci illustra quanto di corrotto e di marcio ci sia dietro al mondo della moda e, soprattutto, del giornalismo.
I tempi cambiano, la sensibilità delle persone cambia, ma alcune cose (ahimè) sembrano non voler cambiare mai. Alcuni esempi?Essere licenziati con un’e-mail, vedere il proprio business quasi sull’orlo del crollo dopo averlo costruito con anni di rinunce, sacrifici ed impegno.
Tra una risata e l’altra, quindi, la riflessione che facciamo è la più semplice, la più banale ma forse anche la più veritiera: a livello lavorativo, viviamo tutti la stessa vita…
CERULEO, COBALTO O LAPIS?

In conclusione, preparatevi a un ritorno divertente, godibile e “in pendant” col primo iconico film.
Un sequel che vuol far divertire, sicuramente, ma anche riflettere.
E mi raccomando, indossate il miglior capo di abbigliamento che avete nel vostro armadio quando andrete al cinema a vederlo. Sceglietelo con cura e abbinatelo a qualcosa di… ceruleo! Non vi raccomandiamo altro.
Recensione scritta da Ruben Zumpano