Correva il lontano 1986 quando su alcuni home computer sbarcò un interessante titolo strategico basato sulla conquista dell’Inghilterra medievale: Defender of the Crown. Si affermò su tutte le piattaforme, ma fu su Amiga che vide la conversione grafica migliore, al punto da ricevere voti altissimi su tutte le testate dell’epoca. Dopo la prima ondata di grande successo, il gioco uscì qualche anno dopo per altre piattaforme e per le prime consoles, tra cui il NES, confermando un successo planetario.
A distanza di circa 40 anni, il team di sviluppo Black Tower Basement rinnova il titolo in Defender of the Crown: The Legend Returns, una collection che include la già citata versione Amiga che ebbe successo negli anni ’80, oltre a due nuove modalità: Classica, versione enormemente migliorata sia nella grafica che nell’interfaccia utente, che rende più facili le varie interazioni con i comandi di gioco rispetto a quelli rigidi dell’epoca; in più c’è una nuovissima modalità Regno, molto più vicina ai classici giochi da tavolo.
Conquistiamo l’Inghilterra, di nuovo
La prima cosa da fare è scegliere uno tra quattro comandanti del nostro esercito, ciascuno dei quali possiede parametri diversi: Comando, Giostra, Scherma. Il Comando li differenzia per la forza del proprio esercito in battaglia, la Giostra per la bravura nei tornei, lo Scherma per l’abilità come spadaccini durante i raid notturni. Il comandante più equilibrato è Wilfred, che possiede abilità medie in tutto, ma sta a noi scegliere in base anche alla strategia preferita da adottare. A questo punto inizia il gioco vero e proprio, in cui partiamo dal territorio col nostro castello e dobbiamo iniziare a costruire il nostro esercito, oltre a conquistare i territori ancora liberi per ottenere più rendite possibili fin dall’inizio.
I menù cambiano a seconda della versione scelta del gioco tra le tre disponibili. Nella versione Retrò abbiamo un menù verticale con i comandi, mentre nelle due versioni moderne possiamo scegliere il tutto più velocemente con la semplice pressione di un pulsante, tipicamente una delle frecce direzionali a seconda del comando che vogliamo dare. Nei menù in alto, invece, scorriamo tra le voci usando i pulsanti L ed R della parte alta del controller.

All’inizio abbiamo un po’ di oro da spendere, e conviene comprare i primi soldati per il nostro esercito. Una volta acquistati, essendo nel nostro territorio di casa, dobbiamo trasferirli tutti – oppure soltanto alcuni di loro – all’esercito da portare in viaggio nella nostra campagna. Inizialmente il poco oro disponibile ci permette di comprare solo soldati di fanteria ma, successivamente, potremo (e dovremo) comprare anche arcieri e cavalieri a cavallo per avere maggiori possibilità di vincere le battaglie, attaccando un territorio nemico oppure difendendoci da un loro attacco nel tentativo di conquistare un nostro territorio.
I fans storici sanno già che, soprattutto all’inizio, i modi migliori per guadagnare più denaro possibile sono diversi: spostarsi e conquistare subito i territori neutrali, compiere diversi raid notturni per appropriarsi dell’oro nei castelli nemici, organizzare dei tornei oppure accettare l’invito a quelli dei comandanti avversari. Secondo il sottoscritto, l’ordine migliore in cui procedere è esattamente questo, poichè i territori neutrali vanno conquistati subito prima che qualcun altro li invada lasciando lì dei soldati a sua protezione, mentre con qualche raid notturno avremo subito un certo gruzzoletto per comprare un buon numero di soldati di fanteria ed anche alcuni cavalieri.

Personalmente giocai tanto alla versione per NES uscita nel 1989, ma quella Retrò presente in questa collection è la versione Amiga, quella che riscosse più successo. Seppur quest’ultima sia graficamente la migliore di quelle anni ’80, durante i raid notturni della versione NES fu aggiunta una barra di energia vitale, oltre ad un secondo pulsante per parare i colpi dello spadaccino nemico.
Entrambe features essenziali, soprattutto la parata che ci permetteva una strategia ben definita di difesa e contrattacco al momento giusto, oltre a monitorare la nostra vita e quella del nemico durante il duello. Peccato che il pulsante per parare e le barre vitali non siano state implementate in questa versione Retrò, rendendo gli scontri notturni basati un po’ troppo sulla casualità e sul parametro Scherma del nostro comandante.
Nella versione Amiga qui presente, invece, il pulsante utilizzabile è uno solo – quello dell’attacco – e dobbiamo contare non solo sul premerlo al momento giusto, ma anche sperare in una buona dose di fortuna basandoci sul parametro Scherma del nostro comandante: più alto è, più possibilità avremo di sconfiggere lo spadaccino nemico e conquistare l’oro del castello.
La stessa cosa avviene quando sopraggiunge una richiesta di salvare una damigella in pericolo, che è stata rapita dal nemico. Anche qui ci ritroviamo a combattere con la spada in un raid notturno, stavolta con lo scopo di salvare la dama in questione. Riuscendo nell’impresa, la dama si unirà a noi in segno di gratitudine, aumentando la nostra fama e facendoci guadagnare più oro in generale.
Non può mancare il mitico Robin Hood, che come tutti sanno risiede nella Foresta di Sherwood, situata nella parte centrale medio-alta del territorio. Far visita a Robin Hood ci fa ottenere più uomini, ed è un’occasione da sfruttare poco prima di una battaglia, tenendo conto che alcuni comandanti hanno un legame più forte con lui, altri di meno.

Parliamo dei tornei. Il torneo si svolge su più round, con un minimo di due e poi, in caso di successo, si continua. All’inizio di ogni round scegliamo chi affrontare tra i comandanti disponibili, montiamo a cavallo e ci portiamo da un lato del campo di battaglia, prendendo la rincorsa. Come all’epoca, lo scopo è di puntare la nostra lancia da giostra per colpire il nostro avversario, cercando di colpirlo in viso o comunque di buttarlo giù da cavallo sfondandone la difesa con lo scudo. Impresa non facile, poichè la lancia ondula continuamente a causa del galoppo del cavallo, ed è difficile puntarla nel punto giusto.
Il round può finire in pareggio, in caso nessuno dei due cavalieri riuscisse a buttare giù l’altro, oppure con la vittoria di uno dei due. Vincendo un round, passiamo al successivo scegliendo nuovamente il nostro avversario. Portando a casa almeno 3 vittorie, vinciamo il torneo e con esso il suo premio in denaro. Ma è giusto dirvi che quest’impresa si rivelerà, almeno inizialmente, piuttosto ardua. Colpire al momento giusto l’avversario richiede non poca abilità e soprattutto tempismo, non puntando subito la lancia verso il volto ma aspettando il momento giusto per indirizzarla verso di esso.

Quando i soldi accumulati sono in abbondanza, ci conviene tornare al nostro castello e comprare soldati, cavalieri ed almeno un paio di catapulte. Con queste ultime, possiamo finalmente assediare un castello nemico. Quando ci proviamo, la prima fase consiste nel lanciare enormi massi proprio con la catapulta, scegliendo quanto caricarla ad ogni tiro, per sfondare le mura nemiche e fare più danni possibili di uomini nemici.
Conclusi i tiri a disposizione, inizia la battaglia vera in cui possiamo, in tempo reale, cambiare la strategia d’attacco. Quest’ultima si rivela spesso importante, poichè a volte può trasformare una probabile sconfitta in una vittoria inaspettata.

Nella nuovissima versione Regno, scegliere la tattica giusta però non basta. Gli sviluppatori hanno implementato un complesso sistema di carte e dadi, molto vicino ai classici giochi da tavolo. Ci vengono assegnate delle carte, alcune delle quali è possibile cambiare prima dello scontro. Ogni carta ha una funzione specifica, ben descritta all’interno della stessa, che ci permette ad esempio di tirare nuovamente i dadi più bassi, di modificare un due in un cinque, di distruggere un dado nemico e così via, le funzioni sono tantissime e molto varie.
Dadi e carte aggiungono un elemento di casualità agli scontri, rendendoli molto più vari e suggestivi, senza basarsi soltanto sul numero effettivo di soldati e cavalieri presenti in ciascuno dei due eserciti. Trattandosi di un sistema nuovo e più complesso dei semplici comandi dell’epoca, ed essendoci tante carte diverse tra di loro, all’inizio il tutto potrebbe sembrare difficile da imparare e da gestire ma, con un po’ di pratica, questo nuovo sistema gestionale diventa interessante ed aggiunge una certa atmosfera stile “gioco da tavolo” ad un gameplay già di per sè divertente.
Commento finale
Qualcuno si chiederà quale sia la modalità migliore tra le tre disponibili. Ad essere sinceri, non ce n’è una davvero migliore delle altre due. E qui non si tratta di schierarsi apertamente con una modalità piuttosto che un’altra, ma la cosa varia a seconda dei gusti personali. Personalmente, da bambino giocai così tanto alla versione NES del titolo che sono rimasto affezionato a quella ma, nonostante ciò, in questa nuova collection mi è piaciuta tantissimo la modalità Classica, con una grafica molto più bella e moderna, ma soprattutto con comandi più rapidi ed intuitivi, sfruttando i tanti pulsanti dei controller moderni.
La modalità Regno è senz’altro la più impegnativa delle tre – essendoci un nuovo e complesso sistema basato sui dadi e sulle carte – ma, alla lunga, sembra essere anche quello più bello perchè offre indubbiamente una sfida maggiore delle altre, essendoci di mezzo anche i fattori fortuna e casualità dei dadi. Per i fans storici consiglio di ricominciare dalla versione Retrò e, una volta finita, partire da quella Classica per godersi grafica e menù moderni senza però “impazzire subito” con carte e dadi. La modalità Regno andrebbe giocata per ultima, dopo essersi goduti le prime due, per conquistare finalmente l’Inghilterra al pieno delle possibilità offerte dalle nuove meccaniche di gioco.

In tutte e tre le modalità, il gioco è completamente tradotto in Italiano, comprese le nuovissime carte della modalità Regno. In un tipo di gioco strategico come questo, la scelta di fare una traduzione completa non è cosa da poco, e serve anche a riavvicinare i fans di vecchia data. Molto bella anche l’intro iniziale, con filmati stile medievale molto ben realizzati, che aggiungono un tocco di Storia al già conosciutissimo gameplay.
Questa collection, che comprende ben 3 modalità diverse del gioco tra cui quella graficamente migliore del passato – come già detto, quella per Amiga –, rende omaggio ad una pietra miliare dei giochi strategici di 40 anni fa, che oggi come non mai torna in tutto il suo splendore con una nuovissima grafica, nuovi comandi più moderni ed intuitivi, ed una nuovissima modalità di gioco che va incontro ai gusti di tutti.

Naturalmente, tra i requisiti fondamentali ci sono la pazienza e la voglia di mettersi a leggere i tutorial iniziali, i poteri delle carte, i testi del gioco e molto altro. A questi aggiungiamo anche la necessità di avere un minimo di esperienza con titoli di questo genere, ma se così non fosse, consigliamo di partire dalla versione Retrò per poi eventualmente provare quelle moderne.
Peccato non aver implementato alcune features della versione NES – realizzata qualche anno dopo – nella versione Amiga qui presente, ma è una lacuna da poco. Il gioco è coinvolgente e soprattutto molto più vario e ricco di contenuti rispetto al passato, non resta che rituffarci nell’Inghilterra medievale e cercare di conquistarla. Di nuovo.
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