C’è una domanda che nessuno fa più: quanto è grande?
Fino a qualche anno fa era la prima cosa che si voleva sapere di un open world. I comunicati stampa aprivano con i chilometri quadrati, i confronti tra giochi si facevano a colpi di superficie, e più grande voleva dire più ambizioso. Oggi quel numero interessa a pochi, e su GTA 6 è quasi sparito dalle discussioni. Al suo posto ne è arrivata un’altra, più difficile: quanto è vivo?
La differenza sembra sottile e invece cambia tutto. Una mappa grande la costruisci con tempo e risorse. Una mappa viva no, perché non dipende da quanto spazio hai riempito ma da cosa succede in quello spazio quando tu non stai facendo niente.
Rockstar questa cosa l’ha già dimostrata, e non con GTA. L’ha fatta con Red Dead Redemption 2, dove i personaggi hanno una loro giornata, gli animali si comportano in modo credibile e la gente reagisce a come sei vestito. Nessuno di quei dettagli aumenta il numero di attività disponibili. Però dopo qualche ora ti resta addosso l’idea che quel posto vada avanti anche mentre sei in menu, ed è una sensazione che nessuna estensione, da sola, riesce a produrre.
Ecco perché guardare Leonida come una Los Santos più larga significa guardare la cosa sbagliata. Vice City, le paludi, le campagne, le isole, i piccoli centri, la costa: quello che colpisce non è quanto siano lontani tra loro, ma quanto siano diversi. Sono posti, non porzioni di superficie.
Con il terzo trailer, arrivato il 27 agosto, qualcosa in più l’abbiamo visto: non più solo montaggi cinematografici come nei primi due, ma materiale di gioco vero e in quantità. Resta comunque materiale scelto da Rockstar per farci una certa impressione, e un trailer mostra sempre la versione migliore di un gioco. Di open world che promettevano moltissimo e che poi, giocati, si rivelavano molto meno vivi di quanto sembravano, ne abbiamo visti parecchi.
E c’è un dettaglio che nell’attesa si nomina poco: quando GTA 6 uscirà il 19 novembre saranno passati tredici anni esatti dal lancio di GTA V. Non è pigrizia né una stranezza di Rockstar. È quanto costa lavorare a questo livello, ed è il motivo per cui gli studi che possono permetterselo si contano su una mano.
Alla fine la domanda iniziale resta senza risposta, e va bene così. Perché se GTA 6 funzionerà non lo sapremo dal numero sulla mappa. Lo capiremo la prima volta che ci ritroveremo a girare per Leonida senza avere niente da fare, e senza avere voglia di smettere.
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