Capcom si è giocata quella che potrebbe essere ricordata come una delle gaffe di packaging più clamorose nella storia dei videogiochi: sulla copertina ufficiale di Okami è finita un’immagine presa direttamente da IGN, watermark del sito incluso.
Dopo qualche birra di troppo, qualcuno in Capcom deve aver pensato che non fosse necessario attingere all’enorme archivio interno di artwork e render ufficiali del gioco. Perché perdere tempo con materiale originale, quando si può prendere uno screenshot già pronto da un sito esterno?
Il problema è che nell’immagine era ancora ben visibile il watermark di IGN, proprio nell’angolo in basso a destra. A quel punto ci si aspetterebbe almeno un tentativo di rimuoverlo. Invece no: la filigrana è rimasta lì, fino a finire stampata sulla confezione che i giocatori trovano sullo scaffale.
Non sappiamo come siano andate le cose dietro le quinte, ma il risultato parla chiaro: un dettaglio sfuggito a Capcom durante tutta la filiera produttiva, ma individuato dai giocatori praticamente nel giro di poche ore, trasformando la vicenda in un piccolo caso virale nel mondo del gaming.
La domanda è inevitabile: quella di Okami è la peggior gaffe mai vista su una copertina di un videogioco?
Di certo non è la prima volta che una box art fa discutere. Negli anni abbiamo visto copertine diventare meme per i motivi più assurdi, da illustrazioni che non assomigliano per nulla al gioco a errori di traduzione finiti in stampa. Alcuni di questi episodi sono ricordati ancora oggi come clamorosi scivoloni di marketing.