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Il mito di alcuni giochi arcade di un tempo non crolla mai. E Bubble Bobble è una di quelle saghe videoludiche che, dopo essere quasi finita nel dimenticatoio dopo il successo iniziale, ha poi avuto – soprattutto negli anni più recenti – diversi sequel e spin-off che ne hanno rilanciato l’interesse verso le nuove generazioni, mantenendo quella nostalgia anni ’80 che ha permesso di ritrovare anche tanti gamers ormai adulti. Oggi parliamo di Parasol Superstars. Sì, nessun errore nella seconda parola, perchè il titolo è una sorta di “contenitore” per due grandi giochi targati Taito, uno dei quali inedito.
Stiamo parlando del mitico Parasol Stars, col ritorno in forma umana dei draghetti Bub e Bob ed un gameplay ispirato ai primi Bubble Bobble, più Spica Adventure, arcade Taito per la prima volta in versione console. Pur essendo titoli scollegati tra di loro, in questa recensione vedremo anche qualche analogia tra i due.
Parasol Stars: combattiamo con un… parasole!
Dopo il grande successo di Bubble Bobble e del suo sequel Rainbow Islands, nel 1991 Taito decise di rilanciare la saga con un terzo capitolo, ma cambiando qualcosa. Se nel primo capitolo c’erano due draghetti sparabolle, e nel secondo erano diventati dei bambini umani che lanciavano arcobaleni, cosa potevano inventarsi per il terzo capitolo? Serviva qualcosa di originale, ma che al tempo stesso non dovesse stravolgere il tanto amato gameplay dei primi due titoli.
Fu così che nacque Parasol Stars, col ritorno di Bub e Bob in forma umana, armati stavolta di un simpatico e colorato parasole magico. Sì esatto, stavolta niente bolle nè arcobaleni da lanciare, bensì un ombrellino da aprire in alto o in avanti a seconda dell’utilizzo che se ne voglia fare. Le meccaniche con cui usarlo sono diverse e piuttosto semplici. Aprendolo in avanti si può usare per colpire un nemico, stordirlo, e lanciarlo al momento giusto contro altri nemici in arrivo. Questa mossa ci permette così di sconfiggere i nemici, facendoli rotolare fuori dallo schermo per poi trasformarsi in ottimi dolci per aumentare il nostro punteggio partita.

Il parasole funge anche da scudo, permettendoci di respingere alcuni proiettili lanciati contro, a patto di essere rivolti completamente verso il proiettile lanciato. Ma l’altro vero utilizzo del parasole sta nella sua stessa natura di ombrello, permettendoci di cadere da una piattaforma e tenerlo aperto per planare lentamente da un’altra parte, con tutto il tempo per stabilire la traiettoria della caduta, evitando di cadere sui nemici o su proiettili vaganti.
Nel gioco ci sono 8 pianeti, ciascuno dei quali offre diversi livelli di sfida più una boss fight finale. Come potrete immaginare, ogni mondo possiede un design simile per tutti i livelli contenuti in esso, ed una certa tipologia di nemici. Man mano che si completano i livelli e si sconfigge il boss di un mondo, ci si sposta verso quello successivo con nuovi livelli e nuovi nemici sempre più agguerriti. Dovremo imparare a padroneggiare il nostro parasole in tutte le possibilità che offre, oltre a studiare uno schema per ogni livello in cui muoverci ed attaccare senza correre troppi rischi, spesso a causa dell’alto numero di nemici presenti e della loro imprevedibilità nei movimenti.

Vengono mantenute alcune meccaniche dal vecchio Bubble Bobble. Per esempio, quando stordiamo un nemico, abbiamo un tempo limitato entro il quale colpirlo definitivamente, altrimenti si rialzerà furioso e molto più veloce di prima, rendendoci la vita difficile per prenderlo prima che sia lui a colpire noi. Altra cosa è la possibilità, praticamente in qualsiasi livello, di farci cadere nella buca centrale in basso per ritrovarci cadendo dall’alto, una sorta di teletrasporto già presente in passato. È una tecnica utile soprattutto per raggiungere dei nemici nella parte superiore del livello, ma anche per scappare da un nemico che ci insegue.
Le boss fight sono sempre contro boss molto più grossi di noi, ma spesso anche più lenti e con pattern d’attacco ripetuti. Inizialmente conviene studiarne i movimenti e qualsiasi cosa ci lanci addosso, poi basterà trovare qualcosa da lanciargli addosso – solitamente un potere magico come fulmini o palle di fuoco, oppure bolle d’acqua che cadono dall’alto –, aprire il nostro parasole, ed accumularne abbastanza per creare un proiettile da sparare al boss che, dopo diversi colpi ricevuti, sarà sconfitto. E potremo finalmente affrontare le sfide di un nuovo mondo.
La possibilità di giocare in co-op a 2 giocatori in locale è la chicca per poterci divertire in compagnia, e soprattutto per aiutarsi a vicenda a sconfiggere a suon di ombrellate i tanti mostri che invadono i mondi di gioco.

Spica Adventure: un action platformer cyberpunk… a colpi di ombrello!
Ed eccoci al secondo titolo di questa raccolta Taito. Spica Adventure mostra un gameplay che, almeno inizialmente, sembrerebbe avere un qualcosa di Sonic The Hedgehog. E invece no, le somiglianze sono minime. La nostra Nico, una bambina vestita di rosa ed armata di un ombrello magico, deve raggiungere una piattaforma che funge da traguardo, situata sempre dall’altra parte del livello, attraversandolo mentre salta su piattaforme fisse o mobili, e combattendo contro mostri cyberpunk come robottoni giganti, moto futuristiche e molti altri.
L’analogia con Parasol Stars è di usare anche qui un ombrello, stavolta tutto giallo, con la protagonista che ha a disposizione diversi tipi di attacchi. Abbiamo la classica combo premendo rapidamente il pulsante d’attacco, un colpo stile uppercut sferrato sempre col suo ombrello, un attacco orizzontale in aria in avvitamento con punta dell’ombrello che colpisce i malcapitati nemici, ed un attacco a testa in giù per colpire i nemici sotto di noi. Non manca neanche la possibilità di sparare fasci di energia.

Il gioco spazia attraverso 28 livelli, nei quali dovremo unire abilità e velocità nel saltare da una piattaforma all’altra, evitare i nemici ed i loro proiettili, e raggiungere la piattaforma d’arrivo in cui ci sarà dato il punteggio del livello appena concluso. Anche qui non mancano le boss fight, che riteniamo però un po’ più semplici rispetto a Parasol Stars. Abbiamo infatti notato che, almeno ad una difficoltà non eccessiva, alcuni boss erano poco combattivi e piuttosto prevedibili. In questi casi è ovviamente consigliabile alzare la difficoltà, possibilità offerta dalla mappa di gioco, in cui si possono scegliere strade diverse per pianeti in cui ognuno di essi indica la difficoltà tra facile, normale e difficile.
Il gioco è divertente, e senz’altro più action di Parasol Stars. Peccato per i troppi elementi contemporaneamente sullo schermo che, assieme all’uso un po’ strambo della palette colori, tende a creare un po’ di confusione sullo schermo. Prevale molto l’uso di 3 o 4 colori che, uniti a tanti nemici ed esplosioni sullo schermo, rendono alcuni livelli un po’ confusionari nei quali, talvolta, facciamo anche fatica a distinguere i nemici e i proiettili dallo scenario stesso.

Ci vengono incontro alcuni aiuti – su tutti, la possibilità di cadere e rimbalzare su alcuni nemici in pieno stile Super Mario – e soprattutto i crediti infiniti, potendo “inserire un gettone” con un pulsante dedicato e, dopo ogni game over, poter continuare dallo stesso momento in cui siamo morti, completando così il livello o la boss fight di turno.
A difficoltà basse il gioco è facilmente completabile in meno di mezz’ora, essendo molto godibile e non troppo difficile. Affrontando invece i pianeti con una sfida più alta, non sarà più una passeggiata. Pur con crediti infiniti, potremo sfidare noi stessi nel tentativo di completare alcuni livelli senza morire, tipica sfida tra ragazzini che un tempo padroneggiavano il coin-op arcade di titoli come questo.

Commento finale
Questa piccola compilation Taito ci ha permesso due cose: riscoprire il mitico Parasol Stars, giocando finalmente al suo gameplay 8 bit con i controller moderni, e provare un titolo arcade come Spica Adventure che, ammetto, prima di ieri non conoscevo. Entrambi si sono dimostrati molto divertenti e rigiocabili.
La preferenza resta sullo storico Parasol Stars che, essendo fan di vecchia data di Bubble Bobble, ne ricalca lo spirito di un tempo con qualche innovazione. Spica Adventure è un’aggiunta interessante, ottimo per far conoscere un titolo pressochè dimenticato dai fan di un tempo, e mostrarlo per la prima volta anche alle generazioni più giovani.
Completa il pacchetto l’ottima feature per poter riavvolgere il gameplay, permettendoci di rimediare ai nostri errori senza incombere nella consueta frustrazione tipica dei giochi di una volta.
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Recensione di Puzzle Bobble Everybubble!






























