Grace Ashcroft è uno dei due personaggi principali di Resident Evil Requiem e rappresenta il volto più fragile e inquieto dell’esperienza. Analista tecnica dell’FBI, viene coinvolta in un’indagine legata a una serie di morti misteriose che conducono al Wrenwood Hotel, un luogo tutt’altro che neutro per lei: è qui che anni prima è morta sua madre, Alyssa Ashcroft, personaggio già noto ai fan di Resident Evil Outbreak.
Il legame familiare non è solo un dettaglio di background, ma uno degli elementi centrali della costruzione narrativa di Requiem. Grace si muove in una storia che ha un forte peso personale, fatta di ricordi, traumi e verità rimaste sepolte, e questo si riflette anche nel modo in cui il gioco la mette in scena. A differenza di Leon S. Kennedy, Grace non è una combattente esperta: è più vulnerabile, meno equipaggiata e spesso costretta ad affrontare le situazioni con cautela, rendendola il tramite ideale per un horror più psicologico e teso.
Capcom sembra usare Grace per riportare in primo piano il senso di paura e impotenza tipico dei capitoli più classici della saga, alternandolo alle sezioni più “operative” affidate a Leon. Il risultato è un doppio punto di vista che arricchisce il ritmo e il tono del racconto, con Grace al centro delle sequenze più disturbanti e investigative, dove l’atmosfera conta più della potenza di fuoco.
In Resident Evil Requiem, Grace non è quindi una semplice spalla narrativa, ma un personaggio chiave per comprendere il lato più umano, intimo e oscuro della storia.
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