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Zoominoes, il piccolo zoo da cui non riuscirete a staccarvi

a cura di Alberto Manuel Pongitore 13 Luglio 2026
a cura di Alberto Manuel Pongitore 13 Luglio 2026
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Ci sono giochi che ti conquistano proprio quando fingono di non volerlo fare, e Zoominoes appartiene esattamente a questa categoria. Dietro un piccolo zoo dai colori pastello e da un’estetica morbida e rassicurante si nasconde infatti uno dei roguelike deckbuilder più insidiosi che ci sia capitato di provare negli ultimi mesi. A firmarlo è Starlight Games, studio fondato da Josh Utter-Leyton e Matthew Nass, due nomi che chi mastica Magic: The Gathering conosce fin troppo bene, e la loro esperienza con le carte si sente in ogni singola meccanica. Abbiamo passato diverse ore su una build fornita in anteprima rispetto all’uscita, fissata su Steam per il 30 luglio 2026, e possiamo dirlo subito: quello che sembrava un passatempo tenero si è trasformato ben presto in una piccola ossessione fatta di combo, punteggi assurdi e di quel pensiero ricorrente che ogni appassionato del genere conosce, ovvero “ancora una partita e poi smetto”.

Cos’è Zoominoes

Sulla carta il concetto è di una semplicità disarmante. Zoominoes ci mette nei panni di un guardiano dello zoo e ci chiede di popolarlo posizionando tessere raffiguranti animali su una griglia, un po’ come faremmo con le pedine di un domino o con le lettere di Scarabeo. Ogni animale ha un tipo legato al suo elemento principale (acqua, terra, aria) e un colore, e il cuore del gioco sta nell’accostarli nel modo giusto per raggiungere e superare il punteggio richiesto a ogni turno. Fin qui nulla di trascendentale, verrebbe da pensare, ma è proprio qui che Starlight Games mostra il proprio mestiere.

La struttura è infatti quella del roguelike deckbuilder, e ogni partita ci vede partire da un mazzo iniziale scarno per poi arricchirlo run dopo run. Man mano che avanziamo raccogliamo monete che possiamo spendere nel negozio per acquistare snack e souvenir, ovvero i due strumenti con cui potenziare gli animali e piegare le regole del tabellone a nostro favore. È in questo intreccio che il piccolo zoo smette di essere un giochino carino e diventa una macchina da punti, perché la vera domanda non è più “riuscirò a passare il turno” ma “fino a che cifra riuscirò a spingermi”. La filosofia è quella del number-go-up, dove il piacere sta nel guardare il punteggio gonfiarsi ben oltre il necessario, fino a numeri che perdono quasi di significato.

Ogni run è scandita da un calendario che copre un intero mese di gioco, con gli eventi speciali piazzati a fine settimana a spezzare il ritmo e a costringerci a ripensare la strategia. Ed è proprio la combinazione tra una regola di base immediata e una profondità che si svela solo giocando a rendere Zoominoes così facile da imparare quanto difficile da mollare.

Combo, snack e follie da tabellone

Se il concetto di base si spiega in una manciata di secondi, è nella stratificazione delle sue meccaniche che Zoominoes rivela la mano dei suoi autori. Ogni animale che posizioniamo sulla griglia non vale infatti solo per il punteggio che porta con sé, ma per le reazioni a catena che è capace di innescare con le tessere adiacenti. Accostare animali dello stesso tipo o dello stesso colore genera bonus, e imparare a leggere il tabellone come una scacchiera di potenziali combo è ciò che separa la partita mediocre da quella capace di far schizzare i numeri alle stelle.

A dare profondità al tutto ci pensano snack e souvenir, i due pilastri della progressione. I primi si applicano direttamente agli animali, potenziandone il valore o modificandone il comportamento, mentre i secondi agiscono su regole più ampie e permettono di manipolare la board stessa a nostro vantaggio. La quantità di combinazioni possibili è notevole, complici i 27 snack e i 100 souvenir presenti al lancio, e la sensazione è quella di avere sempre una leva in più da tirare per spremere qualche punto extra. Più di una volta questi due strumenti ci hanno letteralmente salvato la partita: quando ormai davamo per perso il turno e il punteggio richiesto sembrava irraggiungibile nelle poche mosse rimaste, è bastato incrociare le abilità giuste e potenziare al momento opportuno gli animali a disposizione per ribaltare la situazione e centrare comunque l’obiettivo. È il classico terreno da deckbuilder in cui due run non si somigliano mai davvero, perché basta un oggetto pescato al momento giusto per ridefinire l’intera strategia.

Il vero colpo di teatro arriva però con gli animali più rari. Il bestiario conta ben 159 creature, e mentre le più comuni si limitano a fare il loro onesto lavoro, quelle mitologiche sfoggiano abilità tanto potenti da rompere letteralmente il gioco. Sono loro il motore delle combo più folli, quelle in cui il punteggio smette di salire in modo lineare e comincia a moltiplicarsi in maniera quasi incontrollabile. A completare il quadro ci pensano i potenziamenti permanenti che fanno crescere le tessere nel corso della run, e i 3 zookeeper iniziali, ciascuno dei quali imposta la partita con presupposti diversi e invita a ripensare da zero il proprio approccio. È un impianto che premia la sperimentazione e che, soprattutto, non smette mai di suggerirti che esiste una combo ancora più grande dietro l’angolo.

Per capire fino a che punto possa spingersi questa follia, basti raccontare una delle nostre run. Ci siamo ritrovati davanti a uno schema interamente composto da tessere a specchio, di quelle capaci di riflettere e ripetere ciò che gli sta accanto, e lì abbiamo piazzato un animale dotato dell’abilità di sdoppiarsi. Il risultato è stato una reazione a catena che si è autoalimentata all’infinito, con il punteggio che ha smesso di essere un numero per diventare una cifra astronomica del tutto fuori scala. È in momenti come questo che Zoominoes rivela la sua natura più autentica, quella di un gioco che non ti chiede soltanto di vincere, ma ti invita a scoprire quanto in là riesci a rompere le sue stesse regole.

Ancora una partita, all’infinito

Uno dei timori più legittimi davanti a un roguelike deckbuilder è che l’idea, per quanto brillante, si esaurisca in fretta. Zoominoes sembra averci pensato bene, perché la mole di contenuti messa sul piatto al lancio è tutt’altro che risicata. Alla campagna principale, scandita da quel mese di gioco che funge da ossatura di ogni run, si affiancano infatti diverse modalità pensate proprio per allungare la vita del titolo ben oltre la prima manciata di partite.

La più immediata è la Endless Mode, che una volta portato a termine il mese completo ci lascia proseguire all’infinito con un unico, semplice obiettivo: accumulare più punti possibile. È qui che la filosofia del number-go-up trova il suo sfogo naturale, perché senza il freno del calendario si può davvero spingere sull’acceleratore delle combo. A questa si aggiunge la componente competitiva delle Seeded Runs, che generano partite basate sullo stesso identico seme casuale e permettono di sfidare gli amici a parità di condizioni per vedere chi riesce a spremere il punteggio più alto dalla medesima situazione di partenza. Un tocco intelligente, che trasforma un’esperienza in solitaria in un terreno di confronto.

A tenere alta la tensione ci pensano poi gli 8 livelli di difficoltà previsti per ciascuno zookeeper, con sfide che non si limitano ad alzare l’asticella dei punteggi richiesti ma introducono complicazioni pungenti, come le fastidiose formiche che si infiltrano nel mazzo a sabotare i nostri piani. Completano il quadro le daily challenge, run giornaliere a seme fisso con tanto di classifica, e un articolato sistema di sblocchi e collezione che ci spinge a mettere le mani su tutti gli animali, gli snack e i souvenir disponibili. Il risultato è un impianto che fa leva sul più classico dei “ancora una partita”, con quella progressione a lungo termine che è il vero collante del genere e che qui riesce a giustificare decine e decine di ore.

zoominoes

 

Tenero fuori, spietato dentro

Dopo circa 30 ore passate in compagnia di Zoominoes, possiamo dire che il titolo di Starlight Games si comporta con una stabilità rassicurante, senza mai inciampare in cali di ritmo o intoppi capaci di rovinare l’esperienza. Si tratta di un aspetto tutt’altro che secondario per un gioco costruito interamente attorno a reazioni a catena e combo che possono coinvolgere l’intero tabellone, dove un rallentamento nel momento sbagliato sarebbe bastato a spezzare l’incantesimo. Nulla di tutto ciò, e la fluidità con cui i numeri si rincorrono sullo schermo resta costante anche quando le cose si fanno caotiche.

Sul fronte artistico la direzione è chiara e coerente. Lo stile è un 2.5D cartoonesco e coloratissimo, con un’estetica volutamente morbida e rassicurante che gioca in evidente contrasto con la profondità strategica che si nasconde sotto la superficie. È proprio questa dualità a costituire uno dei charme del gioco, perché l’aspetto tenero e accogliente abbassa le difese del giocatore per poi risucchiarlo in un vortice di calcoli e combinazioni. Gli animali sono disegnati con personalità, e anche il negozio, con i suoi snack e souvenir, contribuisce a costruire quell’atmosfera da zoo festoso che accompagna ogni partita. Il comparto sonoro segue la stessa linea, con un accompagnamento leggero e piacevole che non stanca nemmeno dopo sessioni prolungate.

Due note meritano un plauso particolare, perché testimoniano una cura non scontata. La prima è la presenza di una modalità per daltonici che affianca a ogni colore un simbolo dedicato, rendendo il gioco pienamente leggibile anche a chi ha difficoltà nella distinzione cromatica, un dettaglio prezioso in un titolo dove il colore è parte integrante delle meccaniche. La seconda, e per il pubblico italiano non è cosa da poco, è la completa localizzazione in italiano a livello di interfaccia e testi, che abbatte ogni barriera d’ingresso e permette di godersi il gioco senza alcuna frizione linguistica. Aggiungiamo infine dei requisiti di sistema molto contenuti, che consentono di far girare Zoominoes anche su configurazioni modeste e persino su schede grafiche integrate, e il quadro di un prodotto accessibile e ben rifinito è completo.

Vale il biglietto d’ingresso?

Starlight Games ha preso un’idea apparentemente ingenua, quella di un guardiano dello zoo che accosta animali su una griglia, e l’ha trasformata in un roguelike deckbuilder profondo e maledettamente difficile da abbandonare. La soddisfazione di montare la combo perfetta, di ribaltare una partita persa all’ultima mossa o di sbancare tutto fin dai primi turni è di quelle che restano impresse e ti riportano al tavolo per l’ennesima run. È un gioco che ti si pianta in testa, e per un titolo del genere è forse il complimento più grande.

Le poche ombre non intaccano il quadro: la ripetitività di fondo è connaturata al genere, i soli tre zookeeper iniziali sono più un auspicio per il futuro che un difetto, e lo stile cartoonesco rischia solo di trarre in inganno chi lo scambiasse per un giochino per bambini, quando sotto la superficie tenera si nasconde un titolo strategico serio. Dopo trenta ore il bilancio è entusiasta senza riserve: accessibile ma non banale, tenero nell’aspetto ma spietato nella profondità, Zoominoes è il classico piccolo zoo che rischia di monopolizzarvi le serate.

Disclosure: ho ricevuto una copia review gratuita di questo prodotto tramite https://www.keymailer.co

Zoominoes sarà disponibile su Steam a partire dal 30 luglio 2026, completo di localizzazione in italiano.

Naturalborngamers.it
  • Voto
    9
Pro
  • Profondità strategica notevole nascosta sotto un'estetica accessibile
  • Mole di contenuti generosa, tra 159 animali, 27 snack e 100 souvenir
  • Le combo con gli animali mitologici regalano soddisfazioni enormi
  • Ti resta in testa e ti riporta sempre a "un'altra partita"
  • Completa localizzazione in italiano e requisiti di sistema molto contenuti
Contro
  • Ripetitività di fondo, per quanto tipica del genere roguelike
  • Solo tre zookeeper iniziali, un po' pochi
  • Lo stile cartoonesco può ingannare sul reale pubblico di riferimento
9.0

Alberto Manuel Pongitore

Gamer fin dall'età di 8 anni, gli piacciono un po' tutti i generi videoludici tra i quali predilige metroidvania, survival horror, rpg e VR. Ama collezionare edizioni fisiche e fatica a limitarsi dallo shopping sfrenato, riuscendo a comprare oltre 10 giochi nello stesso ordine. Segue diverse piattaforme con preferenza Sony e Nintendo, ed è particolarmente attento anche al mondo indie. Crede in NBG come fonte seria e professionale sul gaming, e cerca sempre il lato positivo di ogni produzione videoludica.

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