CD Projekt Red ha usato l’Opening Night Live della gamescom per fare due cose insieme: chiudere un cerchio e riaprirlo. La prima è The Witcher 3: Wild Hunt Remastered, in uscita il 29 settembre 2026 su PC, PlayStation 5 e Xbox Series X|S come upgrade gratuito per chi possiede già il gioco sulle piattaforme idonee. Non si tratta solo di risoluzione e frame rate: il lavoro tocca il combattimento, la traversata, gli effetti dei segni, la gestione della cavalcatura, il comportamento dei mostri, l’albero delle abilità rivisto, la transmogrificazione dell’equipaggiamento, una modalità foto ampliata e nuove finisher. Nella stessa data arrivano anche due debutti, la versione nativa per Nintendo Switch 2 (preorder già aperti) e lo sbarco su Battle.net grazie a una partnership con Blizzard Entertainment, che regalerà una skin ispirata a Geralt in Diablo 4 a chi acquisterà lì l’espansione.
E il cerchio si chiude proprio lì, perché quell’espansione ha un nome. Songs of the Past uscirà nel 2027 come contenuto a pagamento e porterà Geralt in Letten, una regione inedita fatta di tradizione contadina, folklore, raccolti generosi e feste sontuose, con qualcosa di molto meno rassicurante che scorre sotto la superficie. Nemici mai visti prima e un male dormiente da svegliare: la formula è quella che conosciamo, ed è esattamente il motivo per cui funziona ancora.
C’è poi il regalo immediato, annunciato sul palco da Geoff Keighley: Hearts of Stone e Blood and Wine sono da oggi gratuiti per tutti i possessori del gioco base.
Undici anni dopo il 2015, viene da chiedersi quante volte si possa rimettere in circolo lo stesso gioco. La risposta, questa volta, è che un remaster gratuito e una nuova espansione dopo un decennio non sono operazioni di cassa: sono un modo per riaprire una porta che avevamo chiuso con Toussaint, convinti che fosse l’ultima.